video colloquio di lavoro

Video colloquio di lavoro: perché è un'opportunità e non una discriminante

Spesso, quando si parla di video associato alla selezione del personale, molti sono portati a considerarlo come discriminatorio. Eppure, come può uno strumento come il video colloquio di lavoro essere considerato discriminante, quando sono piuttosto gli occhi dei recruiters dietro la camera, che discriminano? Da poco integrato ai processi di reclutamento e di employer branding, il video colloquio di lavoro fa parlare di sé. 

Perché il video colloquio di lavoro è tutt’altro che una discriminante

Il video colloquio di lavoro è discriminante?

video colloquio di lavoro opportunità

La risposta è: NO! Il video colloquio in differita non è discriminante, al contrario, è un eccellente strumento per dare la possibilità ai candidati di esprimersi al di là del loro CV.  Nella maggior parte dei casi infatti, il curriculum non è rivelatore dei loro percorsi e della loro personalità, poiché ha un design poco curato o esperienze esagerate: oltretutto l’analisi di questo “pezzo di carta” è piuttosto sbrigativa visto che un reclutatore impiega in media sei secondi a leggerlo.

Come essere sicuri allora di non farsi scappare un candidato ideale, quando un così breve lasso di tempo non consente al recruiter di farsi un’opinione chiara sull’effettiva qualità della candidatura? È qui che entra in gioco il video colloquio in differita nella preselezione: questo infatti, permette di comprendere le soft skills così come le hard skills del candidato. Basteranno perciò pochi minuti per valutare la personalità, il percorso, le motivazioni del candidato e così fare la differenza.

Il procedimento è semplice: il reclutatore personalizza un questionario di selezione e invita i candidati, da lui scelti, a realizzare un video colloquio a distanza. Il candidato avrà quindi la possibilità di registrarsi, quando è disponibile, col suo smartphone o il suo computer. Il video è un potente mezzo per arricchire la possibilità di inserimento professionale delle persone dai profili atipici ed evitare così la clonazione in azienda. E’ quindi arrivato il momento di abbandonare ogni pregiudizio in merito al video nel rectuitment.

New Call-to-action

La discriminazione ed il reclutamento

video colloquio di lavoro uguaglianza

Secondo l’articolo L. 1132-1 del codice del lavoro francese, «nessuna persona può essere scartata da una procedura di reclutamento […] o costituire l’oggetto di una misura discriminatoria, diretta o indiretta, […] in ragione della sua origine, del suo sesso, dei suoi costumi, del suo orientamento sessuale, della sua età, della sua situazione familiare, della sua gravidanza, delle sue caratteristiche genetiche, della sua appartenenza o non-appartenenza, vera o presunta, a un’etnia, una nazione o una razza, delle sue opinioni politiche, delle sue attività sindacali o mutualistiche, delle sue convinzioni religiose, del suo aspetto fisico, del suo cognome o in ragione del suo stato di famiglia o del suo handicap». L’azienda può essere condannata come persona morale tanto quanto le persone fisiche che hanno partecipato all’atto discriminatorio. Le sanzioni possono arrivare fino ad un’ammenda di 225.000 €.

La problematica della discriminazione nel reclutamento si ripresenta spesso. Il rapporto annuale del 2015 del Difensore dei diritti mostra che il 54,3% delle pratiche di reclamo, nell’ambito della lotta contro le discriminazioni, riguardano l’impiego (discriminazione nell’assunzione, diseguaglianze professionali). Il governo prende delle iniziative per lottare contro queste discriminazioni, come ad esempio la comparsa, qualche tempo fa, del CV anonimo. Un’iniziativa che, alla fine, si rivela una falsa buona idea poiché impedirebbe ogni discriminazione positiva da parte dei reclutatori. Questi sarebbero così più indulgenti con il livello d’ortografia di un candidato di origine straniera.

Il Ministero del Lavoro esamina attualmente nuovi metodi di assunzione, basati su uno studio delle competenze ricercate su un posto di lavoro e non su informazioni dichiarative come il CV: il Metodo di Reclutamento mediante simulazione, il reclutamento senza CV, le chat room…

Lo sapevate? La gravidanza, l’età, l’obesità e l’handicap sono le principali cause di discriminazione nell’assunzione in Italia.  

Pubblicato da Daniele Matteucci
il 22 marzo 2017

Categoria
video colloquio, Articoli

Seguitemi su :

Commenta per primo

La tua email non sarà pubblicata. I campi indicati con * sono obbligatori

Non perderti le ultime novità del mondo delle risorse umane.

I nostri ultimi articoli

I nostri contenuti HR

Individuare le soft skills durante il processo di selezione
Valutare i KPI del processo di selezione e recruiting
Il video-colloquio nel recruitment