recruiting gamification

Recruitment gamification: la selezione del personale 3.0

Per valutare il reale potenziale dei candidati che va oltre i titoli scritti sui cv, i responsabili della selezione del personale stanno adottando nuovi approcci a dir poco innovativi. Molte aziende hanno dovuto affrontare in questi anni le sfide imposte dall'innovazione e dalla trasformazione digitale, i cambiamenti hanno investito anche il comparto delle HR che ha iniziato a confrontarsi con nuovi metodi di selezione come il recruiting gamification.

Il gioco nel processo di selezione viene introdotto come un elemento nuovo capace di aiutare il recruiter nella corretta valutazione dei candidati. Il motivo è semplice: il gioco crea di per sé una situazione più rilassata, che nulla ha a che vedere con l'ansia e lo stress di una selezione tradizionale, i candidati sono quindi più liberi di esprimersi al meglio facendo emergere il loro reale potenziale.

Perché sta prendendo piede il recruiting gamification

Il gioco genera divertimento e può dare feedback di varia natura ed è anche un ottimo strumento per entrare in contatto con i candidati delle nuove generazioni che sono nativi digitali abituati sia all'uso della tecnologia che all'esperienza del gaming. Il recruiting gamification quindi non è solo un nuovo modo per selezionare candidati, ma anche un mezzo utile alle aziende per creare appeal e ingolosire i potenziali candidati che rispondono a questa modalità di approccio. Entrare in contatto con queste persone non è solo un vantaggio, ma rappresenta per le aziende un'esigenza a cui rispondere. Parliamo dei Millenials, cioè dei nati tra il 1980 e i primi anni del 2000 che nel 2025 copriranno il 75% della forza lavoro a livello mondiale, mentre oggi hanno un tasso di assunzione pari al 28,9%. Gli under 35 sono molto diversi dalle generazioni loro precedenti, pensano e si comportano in modo diverso e oggi non sono messi in condizione di esprimere il loro potenziale.

recruiting gamification

Lo hanno capito bene grandi aziende come Google, L'Oreal o come PwC che ha adottato Multipoly che è un buon esempio di recruiting gamification: l'obiettivo del gioco è quello di migliorare la consapevolezza del marchio e della vision aziendale. Il gioco è diviso in due fasi, una online e una fisica: nella prima parte il candidato/giocatore vive virtualmente le varie fasi del recruiting partendo dall'invio del cv fino all'assunzione e i primi 50 classificati potranno passare poi al colloquio dal vivo vero e proprio.

I punti si ottengono in base a 5 aree di competenza:

  1. visione globale
  2. leadership
  3. capacità tecniche
  4. visione business
  5. capacità di relazionarsi

Secondo quanto riportato dai selezionatori coinvolti, i candidati che avevano giocato a Multipoly sono risultati più preparati rispetto a chi non ci aveva mai giocato: ciò significa che il gioco li aveva già istruiti su quella che era la visione aziendale, su quali capacità erano necessarie per essere assunti e sul tipo di lavoro da svolgere.

Recruiting gamification: migliora la selezione e cresce la motivazione dei dipendenti

Le app interattive sono utili nelle fasi preliminari della selezione: grazie alle informazioni ottenute si può già delineare un profilo dei potenziali candidati e scegliere quelli da inviare al colloquio conoscitivo. Con i giochi interattivi quindi si possono risparmiare tempo e risorse impegnate nel processo di selezione e non a caso nel 2015 la gamification è stata uno degli strumenti maggiormente utilizzati dalle aziende non solo per il recruitment, ma anche per la formazione interna, la motivazione dei dipendenti e l'engagement del personale.

recruiting gamification easyrecrue

Il gioco avvantaggia anche i normali processi lavorativi perché:

  • spinge i dipendenti ad uscire fuori dai radicati schemi mentali
  • stimola la sana competizione tra i colleghi
  • contribuisce a sviluppare il pensiero strategico e la leadership
  • aiuta a migliorare le performance dei dipendenti spronandoli a raggiungere gli obiettivi prefissati

Il gioco si è rivelato anche un ottimo strumento per la formazione e l'aggiornamento dei dipendenti che, ad esempio, hanno potuto confrontarsi con situazioni virtuali prima di interagire con i clienti reali.

Giocare è meno impegnativo che seguire una sessione di training ed è sicuramente più coinvolgente.

Pubblicato da Gabriella Di Gangi
il 12 giugno 2018

Categoria
recruiting, Articoli, gamification

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