Intelligenza artificiale

Le ripercussioni dell’intelligenza artificiale sulle professioni del futuro

Il futuro del lavoro è, da molto tempo, un argomento scottante. Esistono molti punti di vista, da coloro che temono che i robot si impossessino della forza lavoro a coloro che sono più ottimisti e pensano che la digitalizzazione consentirà ai lavoratori di liberarsi di quelle attività con poco valore aggiunto.

Uno studio di LinkedIn ci ha permesso di comprendere la situazione attuale per costruire un futuro migliore.

I posti di lavoro emergenti e l’intelligenza artificiale

Il 65% dei bambini che oggi cominciano la scuola, alla fine degli studi universitari avrà un lavoro che ancora oggi non esiste. Tuttavia, l’attenzione si concentra su quelle professioni in calo.  La fantascienza può aiutarci a speculare circa il mercato lavorativo del futuro (non così lontano), ma i dati attuali possono mostrarci quelle professioni che stanno già creando le nuove tecnologie.

intelligenza artificiale risorse umaneLa natura cangiante delle professioni è un argomento centrale nel rapporto del Forum economico mondiale sul futuro del lavoro (World Economic Forum’s Future of Job Report), che ha impiegato dati di LinkedIn per individuare i 10 ruoli che stanno sperimentando una crescita maggiore, basandosi sulle tendenze globali di assunzione.

Sebbene sia certo che i ruoli tecnologici come gli ingegneri di software si trovano tra le principali professioni emergenti nella maggior parte delle industrie, si osserva anche un aumento in altri tipi di settori come il marketing o le risorse umane.

Il rapporto di LinkedIn sulle professioni emergenti ha rivelato che le competenze che riguardano l'intelligenza artificiale hanno sperimentato un aumento del 190% negli ultimi anni.  Inoltre, 6 su 15 professioni emergenti individuate nel rapporto hanno a che fare in un certo modo con l’intelligenza artificiale.  Ciò ci permette di essere positivi sul fatto che l’aumento della tecnologia avrà ripercussioni su un numero maggiore di posti di lavoro che però richiederanno competenze soft e hard diverse.  Le imprese e i candidati del futuro saranno quelli pronti a questo cambiamento.

Le competenze necessarie per le professioni emergenti

Le competenze (sia hard che soft) necessarie per i nuovi posti di lavoro stanno cambiando, per questo dobbiamo essere consapevoli e pronti.  Le nuove professioni mostrano che non esiste un’unica “differenza” di competenze ma un’ampia gamma di fattori che influiscono sulle nuove modalità lavorative.

Secondo alcune stime, 1 su 3 competenze richieste cambierà completamente entro il 2020.  Anche se le competenze tecnologiche sono promotrici del futuro, anche alcune soft skills come la comunicazione orale, la leadership e l’amministrazione del tempo saranno valorizzate nei prossimi anni in Europa e negli Stati Uniti.

Il divario di genere e l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è adottata sempre in più aspetti della nostra vita.  Probabilmente siamo ancora lontani dai robot intelligenti ma l’intelligenza artificiale è in aumento e ciò si traduce in una necessità crescente di competenze incentrate su di essa.

Man mano che continua ad aumentare la richiesta di competenze per l’intelligenza artificiale, c’è il rischio che possano perpetuarsi le disuguaglianze, come ad esempio il divario di genere.  Infatti, l’intelligenza artificiale potrebbe incrementare la disuguaglianza in alcune situazioni poiché i suoi algoritmi riflettono spesso i pregiudizi impliciti di chi li crea.  

intelligenza artificialeLa sfida che fronteggiamo in questo momento è che 3 su 4 professionisti che si dedicano allo sviluppo dell’intelligenza artificiale sono uomini, come mostra il  Global Gender Gap Report 2018. E persino per coloro con le migliori intenzioni, i pregiudizi inconsapevoli influenzano anche il modo in cui gli strumenti di intelligenza artificiale sono costruiti, provati, mantenuti e messi in atto.

L’obiettivo del progresso è ottenere una forza lavoro tecnologica più equa, soprattutto nei settori in rapida evoluzione come l’intelligenza artificiale, cercando di sfruttare al massimo le capacità come la creatività e l’innovazione.

Presto, la soluzione si incentrerà sulla sensibilizzazione: dobbiamo occuparci di queste attività relative all’intelligenza artificiale, consapevoli del fatto che possono esistere preferenze nei nostri team.  Oltre a questo dobbiamo prendere misure più attive per garantire la diversità in tutti gli aspetti (il genere è solo un fattore) nel momento in cui si creano strumenti con questa tecnologia.

Il video colloquio e i pregiudizi cognitivi

Possiamo stare certi che ci saranno nuovi posti di lavoro che creeranno opportunità per i lavoratori.  Per questo, c’è bisogno di fare uno sforzo per garantire le fondamenta dell’intelligenza artificiale in modo tale che non ci siano pregiudizi, evitando così di sprecare il potenziale di tutte le parti della società.

Il video colloquio elimina molti degli abituali pregiudizi cognitivi durante la fase di assunzione, garantendo ai candidati un processo di selezione equo e giusto.  La simpatia, il rifiuto verso un candidato, favorire profili clonati o i tipici profili professionali sono alcuni esempi che influenzano la decisione dei selezionatori.

Scopri di più sul video-colloquio

Pubblicato da Gabriella Di Gangi
il 3 maggio 2019

Categoria
Articoli, intelligenza artificiale

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