Gafas en piscina
27 maggio 2019 / / Articoli, recruiter, hr

Che fatica fare il recruiter!

Non vorrei ‘scagliare la prima pietra’, ma certo non può dirsi che certi postulanti rendano la vita facile ai recruiter. E così, come tutti, anche i recruiter avrebbero qualche desiderio nel cassetto, come quello di non incrociare più alcune tipologie di candidati.

Di seguito abbiamo quindi creato una lista dei profili 'simpatici' che i recruiter preferirebbero non incontrare nei loro processi di ricerca e selezione.

Il fantasma

fantasma16.00…16.15…16.30…e ancora nulla ! Eppure avevate avuto conferma dell’appuntamento a inizio settimana.. Non una chiamata, ne un’e-mail che avvisi del contrattempo. 17.00, basta! Non vorrete mai più sentir parlare di lui. Il fantasma, il candidato che non si presenta, che si mette fuori gioco senza nemmeno prender palla. Una perdita di tempo davvero fastidiosa.

Buon proposito del candidato : essere sincero con il recruiter. Non abbiate paura di dire che avete rinunciato all'opportunità o che avete accettato un’altra offerta. Meglio essere onesti, magari non all’ultimo minuto. Non si sa mai dovreste rincontrare quel recruiter in futuro…

Il Bianconiglio

Come il Bianconiglio di ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’, è in ritardo, sempre in ritardo. E se la prima impressione è un vero e proprio bias del recruiting, sarà inevitabile che questo candidato sia percepito sempre come meno professionale di quanto il suo Cv voglia far apparire. 

Buon proposito del candidato : non siate in ritardo, ma non arrivate nemmeno con mezz’ora d’anticipo! Se siete dei ritardatari, fate uno sforzo se state andando ad un colloquio e prevedete di darvi un margine di sicurezza per arrivare qualche minuto prima. In caso di contrattempo, cercate sempre di prevenire il vostro interlocutore e magari presentate pure le vostre scuse. 

Signor so-tutto-io

relojSa tutto, ha fatto di tutto, conosce perfino il vostro lavoro: “so quanto sia difficile trovare il giusto profilo per questo lavoro, ma io sono il vostro candidato ideale!”. Abbiamo chiaramente sconfinato dall'autostima all'arroganza! Un candidato che, semplicemente, non è obiettivo, non ha punti deboli e lo fa notare.

Buon proposito del candidato: va bene avere fiducia in se stessi ma non eccessivamente. Siate modesti! Non fatevi prendere in antipatia fin da subito con tirate degne di Cicerone e non sovrastimatevi. Avete fiducia nei vostri mezzi? Il recruiter lo vedrà dal vostro modo di rispondere semplice e preciso alle sue domande.

Il senza-vergogna

Non è nemmeno entrato che già da del tu! Per alcuni non è un’offesa – uno stile start-up molto americano – ma per la maggior parte dei recruiter è solo irrispettoso. Su questo ognuno ha la sua opinione, certo, ma quello che, se suona il telefono, risponde anche, non credo che abbia qualche chance di superare il colloquio. 

Il senza-vergogna è anche quel candidato che si sente talmente a proprio agio nel colloqui da cominciare a parlare della sua vita personale al punto da diventare irritante.

Buon proposito del candidato : non raccontate la vostra vita nei dettagli, basta trovare il giusto mezzo per creare un legame. Mantenete le distanze. Il recruiter farà di tutto per farvi sentire a vostro agio, ma questo non significa farlo diventare il vostro confessore.

L’imbroglione

periodico fake newsIl 47% dei recruiter ha scoperto le bugie presenti nei Cv. Una breve formazione che si trasforma in un percorso completo in una scuola prestigiosa, un livello di lingua sovrastimato, esperienze gonfiate o inventate di sana pianta, senza dimenticare stipendi a triplo 0: candidati che praticano meravigliosamente bene l’arte della menzogna.

Buon proposito del candidato : il colloquio farà crescere il naso a Pinocchio: un buon recruiter saprà capire in poche battute quanto sia vero quello che scrivete. Riuscite ad ingannarlo? Sarà la quotidianità del vostro lavoro a smascherarvi.

La cassetta registrata

Ebbene sì, per alcuni candidati prepararsi bene significa imparare a memoria il proprio discorso e una volta lanciati sono inarrestabili. Il recruiter riconosce un discorso preimpostato che il candidato ripete a tutti i colloqui. Molto spesso viene recitato il Cv, cosa inutile visto che il recruiter sa leggere.

Buon proposito del candidato : non fate discorsi-fiume e cercate di essere naturali, è quello che vuole il recruiter. Se avete coscienza del vostro percorso e dei punti di forza delle vostre esperienze, siate autentici. Non recitate le vostre risposte e rimanete voi stessi.

Il turista 

Comincia il colloquio dicendo: “Sarò onesto, non conosco la vostra azienda, può parlarmene prima di cominciare?” Una bella manifestazione di interesse che si concluderà, nel migliore dei casi, con un breve colloquio e una e-mail di ringraziamento.

Buon proposito del candidato : arrivare ad un colloquio in questo modo fa capire che non si è motivati. Prendete informazioni sull’azienda, il minimo sindacale, e preparatevi per essere certi di aver capito per quale posto di lavoro avete inviato il Cv. Avere qualche informazione sul settore in questione e sul vostro interlocutore non guasta mai.

L’appassionato

stopGli avete appena posto una semplicissima domanda sui suoi hobby e vi ritrovate ad ascoltare un’esposizione sul macramé. Dimenticata l’azienda e il motivo della sua presenza, eccolo che parte il monologo ciceroniano. Se siete particolarmente sfortunati, finirete per ascoltare di passioni esotiche e hobby non convenzionali che vi metteranno non poco a disagio. Un appassionato va bene, ma troppo appassionato può essere fastidioso…perfino faticoso…

Buon proposito del candidato : non parlate troppo a lungo delle vostre passioni, un accenno di qualche minuto può bastare se il colloquio si presta; mostra la vostra capacità di investire tempo in ciò che amate, ma il tempo a disposizione per far capire che siete il candidato migliore per quel posto è breve. Approfittatene per andare all’essenziale e descrivere le vostre esperienze, potreste pentirvi di averlo sprecato senza aver fatto valere le vostre motivazioni.

Il critico

Non nasconde la frustrazione rispetto al suo vecchio lavoro, ai colleghi e al capo e si lamenta di non esser stato trattato per quel che valeva davvero. Si prende il merito delle vittorie ma non dei fallimenti, che attribuisce ai collaboratori. Dopotutto non è colpa sua se era circondato da incompetenti! 

Buon proposito del candidato : non essere negativi durante il colloquio e valorizzare le proprie esperienze. Poco importa se avete del risentimento verso il vostro vecchio capo, non è il caso di dirlo durante il colloquio, perché può essere percepito negativamente. Peggio, il recruiter potrebbe vedervi una mancanza di elasticità.

E il recruiter in tutto questo ?

Se esistono candidati esasperanti, anche alcuni recruiter dovrebbero guardarsi allo specchio. Di seguito alcuni esempi di recruiter che potrebbero, per così dire, migliorare!

  • Il recruiter che non lascia dire una parola : a fine colloquio sapete più voi di lui che lui di voi
  • Il recruiter che racconta la sua vita: sembra più preoccupato di mettervi al corrente della sua situazione familiare che di conoscere i motivi che vi hanno portato lì
  • Il recruiter ineducato: vi riceve con 20 minuti di ritardo, completa il colloquio in 30 minuti, molti dei quali li ha passati al telefono
  • Il recruiter che perseguita: vi riempie di domande, sminuisce le vostre esperienze, tenta in ogni modo di destabilizzarvi
  • Il recruiter che non richiama: non ci sono notizie sul processo di selezione, il manager non è ancora tornato, perché perdere tempo ad avvertire i candidati?
  • Il recruiter che aggiunge tappe al processo di selezione in attesa che arrivi il manager
  • Il recruiter che fa marcia indietro perché il motivo dell’esclusione non è lodevole
  • Il recruiter che invia e-mail di risposta negative automaticamente alla fine del processo senza darsi pena di personalizzarle, quando il candidato ha investito tempo ed energie a prepararsi

E voi che tipo di recruiter siete? E quale tipologia di candidato vorreste davvero evitare?

Pubblicato da Daniele Matteucci
il 27 maggio 2019

Categoria
Articoli, recruiter, hr

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