mobilità interna

Mobilità interna: 5 dati essenziali

Sapevi che la mobilità interna è uno dei metodi di selezione più popolari tra gli impiegati e le aziende? Tuttavia, nonostante i tanti vantaggi, sono ancora poche le aziende che hanno un programma di mobilità interna. 

La mobilità interna è uno dei maggiori trend HR del nuovo decennio e sta crescendo poiché rappresenta una risposta puntuale a molte sfide che le aziende si trovano ad affrontare: uno scenario di assunzioni molto competitivo, gap tra le competenze, lealtà e impegno del personale. A che punto siamo nel 2020 e quali sono le aree di miglioramento per una strategia di mobilità interna efficiente?

#1 Mobilità interna, una lenta ma costante progressione 

5%

La percentuale del recruiting interno nelle aziende francesi nel 2019. Secondo APEC, la mobilità interna nelle aziende è cresciuta per più del 10% tra il 2010 e il 2020. Sfortunatamente, molto spesso riguarda solo i manager, mentre le stesse possibilità dovrebbero essere offerte a tutto il personale, senza differenze gerarchiche. Ancora di più se consideriamo che la mobilità interna rappresenta una leva per accelerare la produttività. Un impiegato non sarà mai produttivo quanto lo è nei primi anni di lavoro, la motivazione dei dipendenti può così essere rinnovata, offrendo loro un cambiamento o un avanzamento di carriera.

#2 Mobilità interna: risparmia sui costi d’assunzione mantenendo felice il personale

18-20%

Percentuale di costo in più del recruiting esterno rispetto a quello interno, secondo uno studio di Wharton. Questi costi includono quelli di job posting e di screening, del possibile affidamento a un’agenzia per il lavoro e, naturalmente, i costi di onboarding. Inoltre, mentre servono da 2 a 3 mesi per completare un processo di selezione esterna, i tempi per un’assunzione interna possono essere addirittura dimezzati. Prendiamo in considerazione anche i possibili costi dati dal rischio di un’assunzione sbagliata: fino a 63 giorni di stipendio! Un dipendente già in linea con i valori e le dinamiche dell’azienda garantisce un successo sicuro.

Secondo il report “Integrated career development” (Anne Fulton and Maya Crawley, Fuel50, 2018), il 32% delle aziende che si affida alla mobilità interna è più soddisfatta dei risultati delle proprie assunzioni. Infatti, ciò che determina il successo di un’assunzione è l’effettivo possesso delle skill richieste ma, ancor di più, la condivisione dello spirito aziendale. Un rischio che, secondo lo stesso studio, rappresenta il 21% dei casi, ossia la percentuale dei dipendenti che lasciano un’azienda perché non in linea con la sua culture.ok-satisfaction-iStock

 

 

 

 

#3 La mobilità interna come leva per la talent retention

41%

I dipendenti di un’azienda con un programma di mobilità interna rimangono all’interno di essa per il 41% di tempo in più rispetto ai dipendenti di aziende che non lo prevedono. Questo scenario è emerso dallo studio firmato da LinkedIn Global Talent Trends 2020. Tra queste tendenze, il recruiting interno è citato dall’81% dei professionisti HR come un aspetto cruciale per la talent retention. L’obiettivo è quello di trattenere i talenti all’interno dell’azienda proponendo percorsi di carriera che soddisfino le loro aspettative e offrendo opportunità prima che siano tentati di cercarle altrove.

Tecnologia e innovazione sono inarrestabili, i lavori cambiano e le nuove generazioni sono più portate a cambiare lavoro e a girare il mondo.

#4 La mobilità interna come risposta a un nuovo stile di vita dinamico

2/3

È il numero di manager che sta considerando un cambio di lavoro (all’interno o all’esterno dell’azienda) entro i prossimi tre anni. La ragione principale risiede nel fatto che 1 dirigente su 5 dichiara di essere insoddisfatto del suo lavoro. Le priorità sono cambiate, e le opportunità che permettono di sviluppare nuove competenze sono in cima alla lista. 

Diverse statistiche mostrano che la mobilità è diventata una delle priorità in termini di sviluppo di carriera. Uno studio PWC – talent Mobilty 2020 – mostra che solo il 18% dei millenial prevede di mantenere il suo attuale posto di lavoro per lungo tempo e che il 64% prevede di cambiare almeno 3 lavori diversi nel corso della sua carriera (Monster). Quindi lo sviluppo di una carriera va di pari passo con lo sviluppo delle competenze, che dobbiamo essere capaci di mappare.

mappatura competenze-348

#5 Ostacoli della mobilità interna 

70%

È la percentuale di professionisti HR che sostiene che la renitenza dei manager a rinunciare ai loro collaboratori rappresenta il primo ostacolo ai percorsi di mobilità interna. I responsabili sono spesso contrari al trasferimento di quelli che considerano essere i migliori talenti del loro settore. La mancanza di candidati interni adatti (56%) e le difficoltà nel diversificare i team (38%) completano la top 3 degli ostacoli principali.

Questo è il motivo per cui l’attuazione di una politica di mobilità interna deve essere accompagnata da una cultura della mobilità. Per avviare una logica vincente, la mobilità dev’essere guidata e incoraggiata anche dalla direzione, non solo dalle risorse umane. Costruire fiducia e dare ai dipendenti l’opportunità di confrontarsi con nuove responsabilità, offrendo loro percorsi di formazione dedicati incentiverà il coinvolgimento del personale.  giphy-15

 

 

 

 

 

 

Stai cercando uno strumento che ti aiuti a gestire la mobilità interna?

Scopri DEVELOP

Pubblicato da Gabriella Di Gangi
il 16 aprile 2020

Categoria
Articoli, HR tips, develop, Mobilità interna

Seguitemi su :

Commenta per primo

La tua email non sarà pubblicata. I campi indicati con * sono obbligatori

Non perderti le ultime novità del mondo delle risorse umane.

I nostri ultimi articoli

I nostri contenuti HR

Individuare le soft skills durante il processo di selezione
Valutare i KPI del processo di selezione e recruiting
Il video-colloquio nel recruitment