Recruiting per fare employer branding

Attrarre i migliori candidati attraverso l'employer branding

In un mondo del lavoro che, oggi come mai prima d’ora, vede le organizzazioni sempre più in competizione per mantenere e attrarre i dipendenti più talentuosi e capaci, la capacità di leadership si rivela più che mai fondamentale.

Si intende una leadership nuova, non più legata al mero esercizio di potere bensì collegata a doppio filo con l’attivazione dei livelli ‘umani’ che caratterizzano i rapporti fra le persone nelle imprese (livelli razionale, emotivo, intuitivo). Di conseguenza i nuovi leader dovranno guidare, non più comandare, dovranno essere in grado di coordinare, creando sempre più un rapporto costituito sulla fiducia e sul rispetto, non sulla paura e senso di precarietà e disorientamento.

Ma se la tematica della leadership è un elemento che appartiene maggiormente alla cultura intrinseca dell’organizzazione e con la quale si può entrare in contatto una volta che il professionista ne entra a tutti gli effetti, è fondamentale per le imprese pianificare e sviluppare una strategia di employer branding che comunichi direttamente (anche) alle persone esterne alle stesse.Employer branding

Attrarre i migliori candidati è diventata un’attività sempre più fondamentale per le aziende che con l’avvento della digital e social revolution stanno comprendendo come sia fondamentale costruire una brand identity che sia riconosciuta all'esterno e che debba poi essere confermata dalle persone che diventeranno dipendenti e/o collaboratori. L’employer branding, quindi, impatta in modo deciso sui processi di comunicazione esterna, HR, e cultura aziendale. Un impatto non certo da poco.

Cosa si intende davvero con employer branding?

Si definisce l’employer branding come l’insieme delle attività strategiche che hanno l’obiettivo di definire e comunicare un’immagine aziendale che sia quanto più corrispondente all'identità dell’azienda stessa come ambiente di lavoro.

L’employer branding, quindi, è l’insieme delle attività che si devono mettere in campo per caratterizzare la propria realtà aziendale (così da farsi ben distinguere rispetto ai competitor diretti ed indiretti) e per intercettare l’attenzione dei migliori candidati (si parla di candidate personas, clicca qui per un approfondimento sul tema).

Una delle attività che compongono l’employer branding e che può essere definita come suo pillar, è l’employer of choice: si focalizza sui processi per attrarre i migliori candidati e continuare nel rapporto con i dipendenti già all'interno dell’organizzazione, avendo come obiettivo quello di costruire un brand così forte che la stessa azienda è ritenuta un ‘luogo di lavoro ideale’ (qui la classifica relativa all'anno in corso).

Secondo una ricerca condotta recentemente da Deloitte, è emerso come soprattutto le nuove generazioni ricerchino come elemento essenziale nelle imprese i valori:

“La scelta del posto di lavoro da parte dei Millennial è inoltre fortemente condizionata dalla coincidenza dei valori aziendali con quelli personali: le convinzioni etiche sono infatti alla base delle scelte dei giovani durante tutto il corso della propria carriera”

Per attirare i candidati con le skills più in linea con i bisogni delle organizzazioni è quindi necessario che queste ultime riflettano su ciò che la propria struttura di business rappresenta, mostrando e facendo percepire alla persona che vi è un impegno concreto nel perseguire i propri valori e l’impatto sociale che questi possono avere. Employer branding e candidati

Sempre secondo la ricerca di Deloitte, da qui al 2025 il 75% della popolazione lavorativa attiva sarà rappresentato dai Millennial e questo pone l’accento su un altro importante aspetto che le aziende non devono in alcun modo trascurare: la presenza on-line. La capacità di diversificare gli strumenti e le ‘vetrine’ web è di fondamentale importanza per entrare in contatto con i target di mercati diversi, ampliando le possibilità di attrarre i migliori candidati. Il ruolo principale è giocato dalle piattaforme social dove è possibile raggiungere anche i cosiddetti ‘candidati passivi’, coloro cioè che non sono attivamente alla ricerca di una nuova occupazione. La ricerca “Siri, trovami un nuovo lavoro” condotta da ManpowerGroup con lo scopo di analizzare e interpretare i dati di un approccio high-touch/high-tech nell’attività di attrarre candidati, rivela che “gli annunci di lavoro sui social media hanno una diffusione doppia: ben il 73% di essi (candidati che sono utilizzatori precoci di tecnologia HR, ndr) ha fatto almeno un clic contro solo il 31% della media dei candidati”.

L'employer branding ed i social network

L’avvento così dirompente dei social network e la grande quantità di tempo impiegata per il loro utilizzo, diventando anche piattaforme principali di informazione, ‘giustifica’ questo trend (in continua crescita) circa la grande forza delle piattaforme social come luogo d’incontro tra candidati e aziende.

[IT] EMPLOYER BRANDING_2Le organizzazioni devono essere in grado di interagire con le persone al fine di attrarre i candidati ma non solo. Devono, infatti, trasmettere la loro essenza, i loro valori, le loro purposes, a tutti coloro con cui entrano in contatto, mantenendoli invariati in ciascun ambiente che utilizzano per le proprie attività di employer branding e inalterati all’interno della propria struttura. Un compito che presuppone un forte investimento in termini di comunicazione interna, esterna e cultura aziendale; un compito che richiede del tempo per pianificare e strutturare un processo efficace e concretamente utile.

L’utilizzo di piattaforme digitali consente anche all’HR di sfruttare strumenti innovativi che permettono un’ottimizzazione dei processi di recruiting che impattano all’interno dell’attività di employer branding. Piattaforme per effettuare video-interviste, ad esempio, sono tools che stanno trovando sempre più favore da parte degli specialisti HR che ne stanno apprezzando le funzionalità e potenzialità. Anche i candidati trovano questa soluzione pratica ed utile per poter esprimere sé stessi oltre le competenze riportate nel CV.

Pubblicato da Mattia Murnigotti
il 17 settembre 2018

Categoria
employer branding, Articoli

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